Descrizione
Come si diventa colpevoli? Che cosa rende un atto umano imputabile? A tali domande il pensiero moderno, senza apparenti eccezioni, ha risposto: la volontà. Limputazione della colpa presuppone sempre la volontarietà dellagire; non si può imputare che la colpa commessa volontariamente. Il saggio di Arianna Brunori si propone di interrogare questo nesso, tanto per il tramite di unindagine sulla sua genesi, quanto attraverso una messa in questione della sua valenza in campo etico. Come infatti dimostra lo studio del pensiero antico e della teologia patristica, non solo il legame tra questi concetti non ha nulla di evidente e naturale, ma il rapporto tra di essi va di fatto invertito: storicamente non la constatazione del carattere volontario di unazione ha fondato la possibilità della sua imputazione, ma, al contrario, lesigenza di legittimare le punizioni ha portato allelaborazione della nozione di volontà. Linvenzione della facoltà che distingue lessere umano dagli altri viventi, che dovrebbe attestarne la superiorità, è funzionale, cioè, alla sua condanna. In questo senso, la storia luminosa del progressivo ampliamento del libero arbitrio è, insieme, anche quella del suo oscuro rovesciociò che già Nietzsche chiamava «vivisezione della coscienza», lancoraggio sempre più profondo, nel cuore della stessa natura umana, della colpa e del peccato. Come si legge in uno dei frammenti che prelude al Processo di Kafka: «Tu sei libero e per questo sei perduto».
| Editore: | Quodlibet |
| Collana: | Saggi |
| Codice EAN: | 9788822922038 |
| Anno edizione: | 2024 |
| Anno pubblicazione: | 2024 |
| Dati: | 208 p., brossura |





