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Tetti. Ediz. illustrata Bestseller

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Descrizione

Dopo una lunghissima gestazione, vede finalmente la luce Tetti. Scritto a partire dagli anni Settanta, raccoglie informazioni pratiche (testate per lUnesco dallautore stesso) sulla costruzione di tetti e ripari, che intendevano venire incontro alle esigenze materiali dei poveri nei Paesi del Terzo mondo.

«I problemi della casa non riguardano solo i poveri. Vogliamo proporre soluzioni interessanti per tutte le società. Ma poiché dobbiamo stabilire delle priorità, abbiamo privilegiato le tecniche accessibili alle persone più povere»

Si tratta di unopera strutturata in modo composito, poiché costituita di manuali scritti autonomamente luno dallaltro, e felicemente rappresentativa della maturità di Friedman, che già in quegli anni aveva deciso di focalizzare i suoi interventi sulle modalità di inclusione degli abitanti nella progettazione del loro habitat, in quanto «la partecipazione non è spontanea e non può essere rivendicata di punto in bianco». Se Utopie realizzabili rappresenta la summa teorica di questo intenso periodo dellarchitetto franco-ungherese, i manuali costituiscono il principale strumento comunicativo destinato a rendere concrete quelle utopie.
I manuali si compongono di disegni essenziali, «da lavagna», che possono essere letti e interpretati anche da persone illetteratecircostanza che convinse Indira Gandhi a stamparne un grande numero di copie e contribuì allistituzione del Museum of Simple Technology fondato da Friedman a Madras, lattuale Chennai, alla metà degli anni Ottanta.
In Tetti, lautore sottopone allattenzione dei suoi lettori il dato di fatto che i diversi problemi delle città moderne sono il risultato di atteggiamenti irresponsabili nei confronti della terra. Questa tesi, come Andrea Bocco spiega nel saggio in chiusura del volume, era perfettamente in linea con il pensiero di alcuni architetti (fra i quali ricordiamo Christopher Alexander, Enzo Mari, Victor Papanek e Bernard Rudofsky) che in quel momento storico esprimevano una forte critica verso la società industriale. Inoltre, lautoprogettazione che Friedman ha sempre cercato di promuovere era in sintonia anche con lidea di convivialità perseguita dal suo «compagno segreto», Ivan Illich. Questo irregolare pensatore mitteleuropeo, con cui in quegli anni aveva stretto amicizia, riteneva infatti che la convivialità fosse «il contrario della produttività industriale», e che larchitettura potesse essere, appunto, uno strumento conviviale, in grado di consentire agli uomini di partecipare attivamente alla creazione della vita sociale. Creandola con le proprie mani.

Editore: Quodlibet
Collana: Habitat
Codice EAN: 9788822900333
Anno edizione: 2017
Anno pubblicazione: 2017
Dati: 440 p., ill., brossura