Descrizione
Quali riflessi ha avuto nella letteratura italiana dellOttocento il rapporto sempre più stretto tra luomo e la macchina? E in particolare, quale spazio è stato riservato, nel corso del secolo, al motivo dellautoma, che tanto profondamente ha inciso nel coevo immaginario europeo? Il libro intende rispondere, per la prima volta ad ampio raggio, a simili quesiti, lungo un arco cronologico che parte da Foscolo e giunge allo scorcio conclusivo del secolo. Punto nevralgico dellinchiesta è lopera di Leopardi: è a lui che si deve la definizione del tempo corrente come l«età delle macchine»; ed è soprattutto con i nodi cruciali della sua riflessione che, negli anni e nei decenni a venire, continuano a confrontarsi gli altri autori esaminati in questo volume. Da Belli a Nievo, dagli Scapigliati a Capuana, emergono a più riprese, variamente intrecciate e declinate, alcune questioni fondamentali: le polarità corpo/mente, naturale/artificiale, volontario/irriflesso; limporsi del paradigma quantitativo e utilitaristico; il problema dei compiti e dei limiti della sperimentazione scientifica. Al netto di importanti deviazioni ed elusioni (è il caso di Manzoni), ne risulta una riconoscibile linea di scrittori pronti a cogliere il lato oscuro della tecnica e, più in generale, della piena modernità.
| Editore: | Quodlibet |
| Collana: | Quodlibet studio. Lettere |
| Codice EAN: | 9788822923660 |
| Anno edizione: | 2026 |
| Anno pubblicazione: | 2026 |
| Dati: | 272 p., brossura |





