Descrizione
È possibile che la poesia montaliana sia sulle tracce della terra di Canaan? Pervaso da un profondo «senso dellarca», Eugenio Montale ha sviluppato un progressivo interesse sin dagli Ossi di seppia e poi nel cuore delle Occasioni e della Bufera e altrocome di recente ha notato la critica più attentaverso la cultura e la mistica ebraica. Non una ricerca sistematica, né tanto meno dogmatica: vale per lui quello che disse di Kafka, «il simbolo brilla di luce solare e sconfigge ogni interpretazione esclusiva». Eppure nel Femminile cabalistico delle destinatarie della sua lirica, nel simbolismo autoriflesso della sua attività di traduttore e persino nel ruolo di inviato del «Corriere della Sera» (particolarmente nei viaggi in Siria e in Palestina), Montalenovello Zaccheo, «Nestoriano smarrito»ha intravisto il sacro biblico ed evangelico, problematizzandolo. L«iddia che non sincarna» e il Dio «con la barba» ne sono testimonianza. Ne è testimonianza anche lorto del Getsemani: lì, per ammissione dello stesso Montale, «nemmeno il cuore più indurito può trattenere la commozione vedendo la più che bimillenaria lastra di pietra sulla quale il Salvatore, per lunga e ininterrotta tradizione, si adagiò e pianse».
| Editore: | Quodlibet |
| Collana: | Quodlibet studio. Lettere |
| Codice EAN: | 9788822923974 |
| Anno edizione: | 2025 |
| Anno pubblicazione: | 2025 |
| Dati: | 160 p., brossura |





